Translate

lunedì 15 agosto 2011

LONDRA



Siete in partenza per Londra e non sapete cosa visitare per prima? Vi consiglio subito la visita ai gioielli della corona. Meravigliosi!! Vale la pena andare a Londra solo per vederli!!

Ed ora un po' di storia...

Con il termine gioielli della corona (in lingua originale Crown Jewels) si intende la collezione reale di gioielli, monete e vestiti della Corona inglese. In particolare la collezione si concentra nelle corone, scettri, spade, tuniche Colobium Sindonis e tanto altro ancora. L’importanza e il valore di questi gioielli è tale da essere considerati tra i maggiori tesori esistenti (e mai esistiti) al mondo.

I gioielli sono custoditi nella celebre Torre di Londra, uno dei monumenti più famosi della capitale e uno dei capisaldi della storia inglese.

I gioielli, oggi, conservati nella Torre risalgono al periodo successivo alla restaurazione degli Stuart, in quanto parte di essi è andata persa durante il governo di Oliver Cromwell. La collezione più antica di gioielli era infatti rappresentata dal tesoro del periodo anglo-sassone di Giovanni Senza Terra (John Lackland ) nel XIII secolo.

È inoltre noto che nel 1303 i gioielli furono portati in custodia nella Torre successivamente alla loro rapina nell’Abbazia di Westminster. Dopo un altra rapina ad opera del noto Thomas Blood i gioielli vennero custoditi in una parte della Torre conosciuta con il nome di “Jewel House” che ne garantiva la difesa armata. Da allora i gioielli della corona risiedono nella Torre di Londra.

Nella parte oggi conosciuta come ‘il salone d’ingresso’ si ammira la collezione rappresentata dalle mazze e dalle spade di Stato e di Giustizia, ordini cavallereschi e altre decorazioni di Stato.

Proseguendo verso la parte bassa della Torre, in quello che è il ‘sotterraneo’ troviamo la collezione di maggior prestigio come la Corona Imperiale del 1937, un magnifico esemplare di oltre 2700 diamanti accompagnato da centinaia di perle e zaffiri, smeraldi e soprattutto dal celebre diamante ‘la piccola Stella d’Africa’ di 317 carati, anche conosciuto con il nome di Black Prince's Ruby. La corona è indossata, per tradizione, durante la conclusione della cerimonia di incoronazione, oltre che per l’inaugurazione annuale del Parlamento inglese.

Altri gioielli importanti presenti includono la corona della regina madre moglie di Giorgio VI (e madre dell’attuale Elisabetta II), nota per includere il famoso diamante Koh-i-Noor (del 1937), la grossa corona di St Edward del 1661, che si presenta, splendida, in oro, disegnata con croci e fiori di lilla, con due arcate superiori, e ricoperta di 444 pietre preziose. Anch’essa usata per diverse incoronazioni, è tuttavia ritenuta troppo pesante per essere sopportata a lungo.

Le regine consorti, come è noto, indossano generalmente la celebre Corona di Maria di Modena, che fu consorte di Giacomo II d’Inghilterra, la cui corona dell’incoronazione è andata distrutta, mentre la Corona di Stato e il diadema sono invece custoditi nella Torre.

Uno dei gioielli più preziosi custoditi nella Torre, è senza dubbio, lo Scetro del Sovrano con la Croce (Sceptre with the Cross, del 1661), conosciuto anche con il nome di Scetro di St Edward e noto per includere il più grande diamante esistente al mondo (530 carati), la Grande Stella d’Africa. Lo scettro fu originariamente creato per l’incoronazione del re Carlo II nel 1661 e successivamente ridisegnato a seguito della scoperta del grande diamante Cullinan, di ben 106 grammi e a 530 carati.

Tra i gioielli più antichi esistenti nella Torre di Londra, troviamo il noto cucchiaio dell’unzione del XIII secolo, l’ampolla dell’unzione del XIV secolo e la saliera della regina Elisabetta I del 1573.

Tante e ancora numerose le collezione del tesoro della regina alla Torre di Londra. Una loro visita costituisce tappa obbligata per tutti coloro che si recano a Londra, per piacere culturale o per esperienza di vita. Rimarrete esterrefatti ed emozionati nell’ammirare la bellezza di questo tesoro senza prezzo.

Mentre siete in citta', oltre all' abbazia di Westminster e la cattedrale di Saint Paul,( e per chi e' appassionato di musei, il museo di scienze naturali),dovete assolutamente visitare il famosissimo museo delle cere! Spettacolare!!
Il biglietto d'ingresso e' un po' caro ma poco importa, tornerete a casa con un bellissimo ricordo...










giovedì 11 agosto 2011

LA LEGGENDA DI RE ARTU' E DEL SANTO GRAAL




Arthur diventa protagonista o comprimario di narrazioni gallesi intorno al 600 d.C. Nell'XI° secolo era considerato dagli inglesi un eroe nazionale, e le sue imprese - diffuse dalle canzoni dei Bardi - erano note non solo in Gran Bretagna, in Irlanda, nel nord della Francia, ma anche nella lontana Italia: lo dimostra un bassorilievo sulla "Porta della Pescheria" del Duomo di Modena realizzato intorno al 1120 (e cioè con almeno dieci anni di anticipo sul ciclo di narrazioni scritte cui dette l'avvio Chretien de Troyes, il più grande scrittore medioevale di romanzi arturiani, originario della Champagne, attivo tra il 1130 e il 1190).

Ma l'Artù celtico-britannico era un personaggio che i romani avrebbero definito "un barbaro": un re robusto e coraggioso quanto rozzo e incolto. La sua notorietà internazionale impose quella che oggi definiremmo un'operazione di "rinnovamento dell'immagine" allo scopo di nobilitare la sua figura e farne il signore di Camelot.


Fu l'inglese Geoffrey di Monmouth a dare il via al processo che avrebbe trasformato Re Artù da monarca "barbaro" a simbolo messianico di Re-Sacerdote e i suoi cavalieri in un perfetto modello per le istituzioni cavalleresche medioevali (la Tavola Rotonda). Tra il 1130 e il 1150, nell' "Historia Regum Britanniae", nelle "Prophetiae Merlini" e nella "Vita Merlini", Geoffrey tracciò una precisa quanto fantasiosa genealogia del sovrano, recuperò e interpretò in chiave cristiana (e non più celtica) Merlino e gli altri comprimari, e pose alcuni capisaldi del futuro ciclo, battezzando, per esempio, "Avalon" il sepolcro da cui Artù sarebbe risorto " quando l'Inghilterra avrebbe avuto ancora bisogno di lui ".

Merlino

La denominazione Merlinus venne utilizzata per la prima volta da Geoffrey di Monmouth, ma il personaggio era già noto nelle tradizioni celtiche come Myrddyn , dal nome della città di Caermyrddyn dove era nato; nella latinizzazione, Geoffrey sostituì la "d" con una "l", altrimenti ne sarebbe uscito un appellativo scatologico.
Il Merlino storico visse probabilmente nel VI secolo; era un Bardo gallese - identificato da alcuni storici con un altro famoso Bardo, Taliesin - specializzato in testi profetici. La sua vita - almeno secondo le incerte cronologie del basso medioevo - fu incredibilmente lunga, tanto che certi commentatori ritengono che siano esistiti due Merlini diversi. Myrddyn era stato infatti consigliere del Re gallese Vortirgern, personaggio storico che regnò intorno alla metà del V secolo, e, più di cent'anni dopo, aveva combattuto a fianco di Re Gwenddolau contro Rhydderch il Generoso nella battaglia (perduta) di Arfderydd (575), dopo la quale, secondo la tradizione, il mago, impazzito dal dolore per la sconfitta, si sarebbe ritirato in una foresta per non mostrarsi più tra gli uomini.
Secondo Geoffrey, i poteri magici di Merlino hanno un'origine diabolica. Un assemblea infernale - racconta la "Vita Merlini" - ordisce un complotto per generare una sorta di Anticristo destinato a diffondere il male nel genere umano. A questo scopo la figlia di un ricco mercante viene posseduta nel sonno da un "Incubo", ma rivela quanto è accaduto al confessore: questi traccia sul suo corpo il segno della croce, così, quando il bimbo nasce, è irsuto come un demone, ma non ha il desiderio di fare del male. Dal padre Satana, Merlino ha ereditato la capacità di conoscere il passato; Dio stesso, attraverso la madre, gli ha conferito il potere di prevedere il futuro. Molti anni più tardi, diventa consigliere di Re Vortingern, che libera da due draghi, poi di Re Uther Pendragon; questi si innamora della virtuosa Ygraine, moglie del Duca di Tintagel, la quale non ricambia le sue attenzioni. Il mago fa allora in modo che il suo protetto assuma magicamente l'aspetto del Duca: così, grazie a questo inganno, Uther concepisce Artù che Merlino prende sotto la sua tutela. Sarebbe con l'aiuto di Merlino che Artù riesce a compiere un prodigio, estrarre una spada misteriosamente conficcata nella roccia, facendosi così riconoscere quale re dei Britanni. Dopo l'unificazione dell'Inghilterra, Merlino rivela al sovrano la sua missione più importante, la ricerca del Graal. Viene poi imprigionato in una tomba di cristallo da Nimue o Viviana, la "Signora del Lago" (da alcuni "unificata" con Morgana), ma continua a vivere "su un altro piano" dopo la morte di Artù. Secondo Geoffrey, Merlino è anche il responsabile della presenza del complesso megalitico di Stonehenge nella piana di Salisbury, dove l'avrebbe trasportato per mezzo delle sue arti magiche, anche se in realtà il complesso è ritenuto molto più antico rispetto all'epoca in cui dovrebbe essere vissuto il mago.

Secondo alcune dottrine esoteriche Merlino sarebbe uno dei "Superiori Sconosciuti" di Agharthi (etimologicamente "l'inaccessibile", centro spirituale del pianeta che si troverebbe nelle viscere della terra, popolato da esseri semidivini, governato dal re del Mondo, descritto, per la prima volta da Ferdinand Antoni Ossendowski in "Bestie, Uomini e Dei",1923): ad Artù, il suo discepolo prediletto, avrebbe affidato il compito di portare avanti l'antica tradizione magico-religiosa del leggendario regno sotterraneo. Per l'occultista inglese Dion Fortune (1891-1946), Myrddyn proveniva da Lyonesse, l' insediamento sprofondato al largo della Cornovaglia, da molti ritenuto una delle città di Atlantide; dal Continente Perduto avrebbe importato culti esoterici e superiori conoscenze tecniche, diffusi poi tra i Celti dal discepolo Artù e dai suoi successori.

Morgana

Morgana è personaggio direttamente derivato dalle divinità Morrighan, Macha e Modron (la grande madre celtica) e compare per la prima volta nella "Vita Merlini" di Geoffrey; fa parte di un gruppo di nove fate (a loro volta di tradizione celtica) che vivono ad Avalon e aiuta Artù a guarire dalle sue mortali ferite. Nelle narrazioni successive Morgana è la nipote o la sorellastra di Re Artù, con cui concepisce Mordred, e assume connotati sempre più negativi, fino a diventare l'implacabile nemica del sovrano, di Merlino e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Nelle opere tardo medioevali, dimenticate le origini semidivine, viene presentata come una perfida seduttrice, tanto bella quanto malvagia: il prototipo, insomma, della "donna sessuata" - la strega - aborrita e temuta dalla Chiesa cattolica.

Escalibur

La spada denominata Escalibur, il cui nome è stato recentemente interpretato da insigni celtisti come una sorta di crasi delle parole latine, ossia ensis caliburnus, cioè la "spada calibica" , cioè forgiata dai Calibi (antica e mitica popolazione della Scizia, di cui si dice, scoprirono il ferro e ne portarono l’uso fra gli uomini).

Massimo Valerio Manfredi, storico del mondo antico e scrittore di successo, nel suo ultimo romanzo "L'ultima legione", che ruota intorno ad un gruppo di soldati romani lealisti che si assumono il compito di far fuggire e portare in salvo in Britannia l'ultimo imperatore romano, Romolo Augusto, deposto nel 476 d.C. da Odoacre, insieme al suo precettore Meridius Ambrosinus, immagina che Romolo Augusto rifugiatosi in Britannia divenga re con il nome di Pendragon e abbia un figlio di nome Artù, mentre in Meridius Ambrosinus adombra Myrdin o Merlino. Quanto a Escalibur il suo significato sarebbe "Cai.Iul.Caes.Ensis Caliburnus", cioè la spada Calibica di Giulio Cesare, che, ritrovata casualmente da Romolo e portata in Britannia sarebbe stata scagliata lontano dallo stesso Romolo (Pendragon) in segno di pace, si sarebbe conficcata in una roccia e qui, esposta alle intemperie, avrebbe finito per lasciar leggere solo alcune lettere dell'iscrizione, e cioè: E S CALIBUR.

Ma non ci si può addentrare nelle leggende arturiane senza parlare del "Sacro Graal".
( da art.mariapaolavannucchi.xoom.it/.

I BISCOTTI DI NONNA PAPERA



Finalmente sono riuscita a scovare la ricetta di questi buonissimi biscotti che hanno il sapore dell'infanzia....

Ingredienti per 8 porzioni

* 500 g di farina 00
* 200 g di olio di mais
* 200 g di zucchero
* 80 g di pinoli
* 200 g di uva passa
* 1 bustina lievito per dolci
* 200 g di vin santo

Preparazione

Impastare tutti gli ingredienti velocemente, ricordarsi di lavare l'uva passa. Formare con le mani dei mucchietti piccoli come una noce, informare in forno caldo 180° per circa 15 minuti, ricordatevi i dolci sono cotti quando si sente il profumo. Cospargere di zucchero a velo. Sono semplicemente squisiti, parola di nonnapaperl'infanzia...

sabato 6 agosto 2011

STORIE GIALLE


>

Se vi piacciono i giochi di societa' dovete assolutamente provare LE STORIE GIALLE.Noi le abbiamo scoperte questa estate prima di partire per il mare e ci siamo divertiti per tutta la vacanza.Per fortuna ci sono piu' scatole da acquistare e per i piu' temerari ci sono LE STORIE NERE!

Il gioco funziona cosi':

in ogni scatola ci sono 50 carte. Su ogni carta, una situazione "misteriosa" descritta da una frase, solitamente piuttosto corta e sibillina.
Il moderatore legge la frase, i giocatori devono ricostruire la situazione che si nasconde dietro la frase.
I giocatori possono rivolgere domande al moderatore (che è l'unico a conoscere la storia nella sua interezza, visto che può leggerla sul retro della carta) purché le domande siano formulate in modo tale che la risposta possa essere solo "sì", "no" oppure "non è rilevante".

Alcune situazioni sono piuttosto facili da decifrare e forse le conoscete già, altre sono nuove e abbastanza complesse.

mercoledì 3 agosto 2011

www.toilesdejouyshopping.fr


www.toilesdejouyshopping.fr

Questo e' un sito che vende cose per la casa , per la spiaggia, e per il giardino,veramente interessante da visitare... Provare per credere!!

LAURA IZIBOR - CANTANTE


Per caso ho scoperto questa bravissima cantante irlandese;appena sono riuscita ho comprato un suo cd, e devo dire che e' stato un ottimo acquisto.Le canzoni sono una piu' bella dell'altra! Peccato che da noi nelle radio e nelle trasmissioni che si occupano di musica la facciano sentire poco!

Eccovi qualche accenno sulla medesima:

Laura Izibor, nome completo Laura Elizabeth Arabosa Izibor (Dublino, 13 maggio 1987), è una cantante, musicista e cantautrice irlandese di genere r&b, soul e pop. Ha vinto il concorso musicale RTÉ 2fm e successivamente il 2006 Meteor Awards.[1] Si è anche esibita all'Electric Picnic 2006 festival e al Music Ireland 2007.

In concerto, ha aperto le esibizioni in tour di Aretha Franklin, India.Arie, Estelle, Maxwell e John Legend. Il suo album di debutto, Let the Truth Be Told, è stato distribuito in Irlanda l'8 maggio 2009, in Regno Unito il 18 maggio e in USA il 16 giugno seguente.

Il suo stile si ispira a quello dei grandi del blues: James Brown, Aretha Franklin e Carole King.[2] Ma soprattutto a Phil Lynott, Roberta Flack, Nina Simone, Candi Staton e Thin Lizzy.[3]

Una sua canzone, Carousel, è stata inserita nella colonna sonora del film del 2007 P.S. I Love You, diretto da Richard LaGravenese

PESCHE RIPIENE AL PISTACCHIO


Questo e' un dolce adatto a una giornata afosa come oggi!!
Prepararlo e' semplice ed e' buonissimo, potrete servirlo con gelato al pistacchio o alla crema.

Eccovi la ricetta( gentilmente offertami dalla mia amica Agata):


INGREDIENTI:

burro: 40 gr
vaniglia: 1 baccello
pesche: 4
zucchero: 50 gr
liquore: 1 bicchierino
gelato al pistacchio: 80 gr
pistacchio tritato: 70 gr


PREPARAZIONE:

Mettete il burro in un pentolino e aggiungete la vaniglia incisa a metà, e fatelo sciogliere a fuoco dolce. Nel frattempo lavate le pesche, sbucciatele e tagliatele a metà.

Mettete le pesche in una pirofila imburrata e irroratele con il burro (prima filtrato), spolverizzate con lo zucchero e cuocete in forno a 180°C per 10 minuti. Poi alzate la temperatura a 220°C e fate caramellare

Mettete il pistacchio tritato sulle pesche e completate con una pallina di gelato.

Decorate con la menta o con semi di papavero